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Imparare la gentilezza a scuola tramite l'arte

 

· A4TC Italiano

Dott.ssa Madonno ci racconta il progetto che ha recentemente realizzato insieme a una scuola secondaria utilizzando l'arte per sviluppare la gentilezza?

Qualche mese fa sono stata contattata dala Prof.ssa Silvia Rea, insegnante dell' Istituto Comprensivo 2 Ceccano, scuola secondaria di primo grado.  Aveva letto sul web un mio articolo sulla gentilezza e sull'arte ed era interessata a sviluppare insieme un progetto con i suoi studenti della classe 2G sullo stesso tema: utilizzare l'arte per parlare di emozioni e gentilezza. 

Bellissimo! Mi ha catturata subito.

Dopo aver compreso meglio il "brief" abbiamo deciso di utilizzare la Contemplazione Artistica, un metodo di Art4 Transformation & Creativity che ho creato nell'ambito di Throughart  e che solitamente uso con adulti e in ambito aziendale ma che era già stato testato proficuamente in una scuola superiore.

L'idea di base è che la scuola abbia la  possibilità e la responsabilità educativa di aiutare i ragazzi ad allenare entrambi gli emisferi del cervello e che un modo efficacissimo per allenare quello destro sia quello di utilizzare l'arte. Perchè farlo? Perchè aiuta i ragazzi a sviluppare competenze fondamentali per la propria crescita: l'intelligenza emotiva e la gentilezza.

 

Abbiamo o

o emerso : 

 

Prof.ssa Rea da dove nasce questa bellissima iniziativa?

Sulla base di numerose evidenze in ambito psico-pedagogico, neuroanatomico e neuropsicologico, ritengo che l’educazione socio-emotiva sia fondamentale ai fini del successo formativo degli studenti, inteso come traguardo che interessa tutto il percorso di vita, anche oltre l'esperienza scolastica, e che fa riferimento alla capacità di ciascuno di realizzarsi; inoltre scale divalutazione dei processi inclusivi, basate sull’Index For Inclusion, hanno evidenziato una significativa incidenza dei programmi d’intervento SEL (SocialEmotional Learning, apprendimento socio-emotivo) sui processi inclusivi nel contesto scolastico.  Date queste premesse, la classe 2 G della scuola secondaria di Primo Grado dell’Istituto Comprensivo2 di Ceccano (FR) si è rivelata particolarmente idonea ad intraprendere un percorso di educazione socio-emotiva, data l’evidente esigenza di potenziare le competenze degli alunni in tale ambito. La bellissima attività organizzata e svolta con Giorgia Madonno fa parte del suddetto percorso, il quale si inserisce nel Progetto di Educazione Civica d’Istituto e si è concretizzato a partire da febbraio del corrente anno scolastico. 

In che cosa consiste questo percorso?

Data la trasversalità delle competenze coinvolte (softskills), ha interessato diverse discipline ed è stato caratterizzato dalla centralità della gentilezza, intesa come caratteristica dell’intelligenza emotiva.

PENSIERI GENTILI

Inizialmente, dopo un brainstorming e una discussione guidata sulle competenze socio-emotive, in particolare sull’empatia e sulla gentilezza, gli alunni si sono “allenati” ai pensieri gentili, scrivendo almeno tre bigliettini ciascuno rivolti ad uno o più compagni di classe: uno per ringraziare, uno per chiedere scusa ed infine uno per esprimere sentimenti, emozioni, stati d’animo (positivi o negativi) relativamente al comportamento nei propri confronti. I biglietti sono stati inseriti nelle rispettive tre scatole opportunamente prearate, per essere successivamente letti in classe al fine di poter condividere i “pensieri gentili” di tutti. I biglietti erano anonimi, ma in essi veniva indicato il destinatario; in tal modo i discenti dovevano identificare l’autore di ciascun biglietto, essendo così indotti a comprendere il pensiero altrui e a mettersi nei panni dei compagni. Tale esperienza ha permesso di iniziare a sviluppare un atteggiamento empatico ed ha evidenziato alcune dinamiche conflittuali fra gli alunni, per alcune delle quali il dialogo ed il confronto hanno rappresentato l’opportunità di risolverle.  

RAP GENTILE

Sulla base dei pensieri gentili scritti e di quanto emerso dal dialogo con i docenti, glialunni, grazie alla guida e al supporto dell’insegnante di musica, hanno scritto il testo di una canzone sul tema della gentilezza, intitolata “Rap gentile”, per poi dilettarsi a cantarla e registrarla su una base musicale. “Rap gentile” ha rappresentato la colonna sonora di un video che ha visto i ragazzi protagonisti di una rappresentazione ed interpretazione della gentilezza, della quale essi stessi sono stati i “registi”, ideando le scene ed il loro susseguirsi, in una progettazione condivisa con i docenti coinvolti.  

CONTEMPLAZIONE ARTISTICA

Nella fase di progettazione di tale attività, mentre studiavo per comprendere meglio in che modo permettere ai ragazzi di sviluppare empatia e gentilezza, mi sono imbattuta nella lettura di un articolo illuminante scritto da Giorgia Madonno: “L’ARTE COME PRATICA DI GENTILEZZA”  

“[…]L’arte vive, prospera e stimola l'emisfero destro del nostro cervello e si basa su creatività, emozioni, passione, abilità come visione, empatia, audacia e coraggio, osservazione e pensiero critico  […] La gentilezza presuppone una certa sensibilità d’animo che l’arte può stimolare attraverso la bellezza e l’espressione di emozioni, l’osservazione di ciò che ci circonda e la ricerca del “vero”  […]. Facendo o apprezzando arte educhiamo le nostre emozioni e percependo i sentimenti espressi dall'artista impariamo a diventare empatici anche nei confronti delle emozioni altrui […]”.  

Quelle sopra citate sono alcune delle frasi che mi hanno particolarmente incuriosito ed affascinato in quanto esprimenti caratteristiche ed obiettivi fondamentali dell’educazione socio-emotiva associati alle potenzialità dell’arte in tal senso.  Leggendo l’articolo con grandissimo interesse, ho intuito che l’arte, nei termini descritti e proposti da Giorgia Madonno, potesse rappresentare uno strumento chiave ai fini del percorso intrapreso in classe; dunque mi sono chiesta: “Perché non provare a contattarla?” 

Il tentativo è stato più che proficuo in quanto tra di noi si è instaurato fin da subito un clima di  grande intesa e un rapporto di stima reciproca; dopo averle descritto il progetto, la dott.ssa Madonno si è mostrata molto disponibile a collaborare per organizzare con grande impegno e passione l’attività che è stata successivamente svolta in classe e qui presentata. Assieme abbiamo identificato le modalità che più potessero rispondere alle caratteristiche e alle esigenze degli alunni, facendo in modo che tutti fossero coinvolti e avessero la possibilità di esprimersi, ciascuno secondo le proprie peculiarità.  

Dott.ssa Madonno, come si è svolta la sessione di Contemplazione Artistica

Abbiamo organizzato una teleconferenza su zoom di 1h30 con i 18 ragazzi  e dDurante la teleconferenza ho condiviso l'obiettivo dell'iniziativa e ho poi chiesto ai ragazzi di spiegare il proprio modo di guardare un "dipinto" -  un quadro al museo, un graffiti per strada o un dipinto su pinterest

Ho quindi detto ai ragazzi che tipicamente ci sono 3 modi per farlo:

 

Abbiamo poi sperimentato insieme la contemplazione artistica e svolto altre attività con l'obiettivo di dialogare sui temi emersi dalla visione del quadro e poi fare una grande murale virtuale insieme. Quale artista migliore per dei ragazzi se non Basquiat?

 

Abbiamo contemplato insieme questo suo dipinto: 

 

Il metodo che abbiamo usato (la contemplazione artistica) è descritto qui di seguito :

 

I ragazzi dopo aver contemplato il quadro e preso nota delle proprie riflessioni, hanno risposto collettivamente a varie domande:   Che cosa “ti ha detto” il quadro? in che modo ha toccato il tuo stato interiore? che cosa ha fatto emergere? Di che cosa e’ stato specchio? 

Sono emersi moltissimi temi comuni:  La società è discriminante, l'adolescenza è un tempo di passaggio e di cambiamento, la gestione delle emozioni (rabbia, tristezza)  è difficile: chi si sfoga attraverso il pianto, la condivisione con gli amici, la mamma, il papà (pochi), chi stando in silenzio e lasciando le emozioni defluire, o chiudendosi in se stessi e ascoltando musica o attraverso lo sfogo fisico. Per i ragazzi è complesso tenere un equilibrato bilanciamento tra la voglia di integrazione e di accettazione e la voglia di autenticità e ancora non riescono a gestire con serenità il giudizio degli altri e si lasciano condizionare a discapito della propria auto-espressione. 

 

I ragazzi  hanno poi fatto un secondo esercizio: hanno rappresentato con un disegno le proprie emozioni e considerazioni a valle della contemplazione artistica e della discussione con i compagni. Questi disegni sono poi stati aggregati ed ecco qui il magnifico risultato : un murale virtuale sulle pareti della loro scuola

Ecco alcune parole con cui i ragazzi hanno descritto l'esperienza e quello che si portano a casa: amicizia, accettarsi, conoscenza, consapevolezza. 

Prof.ssa Rea come è andata questa esperienza? 

Si è trattato di un'esperienza entusiasmante e significativa per gli alunni, i quali sono stati coinvolti in prima persona nel corso della sessione e sono stati chiamati a partecipare attivamente, sia per esprimere emozioni, sentimenti ed impressioni relativamente alla "contemplazione artistica" proposta, sia per realizzare un prodotto tangibile: i disegni che costituiscono il murales virtuale, una prova concreta e duratura dell'esperienza effettuata.   

Avvalersi di un'opera d'arte, in questo caso di un dipinto di Basquiat, per attuare un processo di introspezione, ha rappresentato, a mio avviso, un approccio strategico affinché i protagonisti dell'incontro fossero i vissuti esperienziali dei ragazzi, le loro emozioni, disagi, paure, sofferenze, ma anche le loro opinioni, il loro punto di vista in merito a se stessi, alle persone che li circondano e, in generale, alla società. In tal senso l'arte ha rappresentato un vero e proprio strumento di alfabetizzazione emotiva e il dipinto di Basquiat uno "specchio dell'anima", citando le parole di Giorgia Madonno. L'opera d'arte in questione ha rappresentato non solo uno "specchio" di se stessi, ma anche uno specchio dove poter osservare gli altri partecipanti (compagni di classe); infatti la condivisione dei pensieri con tutti il gruppo classe ha permesso ai ragazzi di conoscersi più in profondità, di evidenziare punti di vista diversi che corrispondono alle peculiari e preziose caratteristiche che ci distinguono li uni dagli altri. Questo ha permesso di compiere un ulteriore passo verso la comprensione dell'approccio empatico; in tale contesto è stato fondamentale, a mio avviso, un clima caratterizzato della totale assenza di giudizio, il quale ha fatto sì che i discenti potessero esprimersi liberamente, senza paure e senza il condizionamento dato dal timore del giudizio altrui.  

Alla luce di quanto detto, ci tengo a sottolineare l'elevato grado di inclusione che ha caratterizzato quest' esperienza, in quanto è stata data la possibilità a tutti di esprimersi secondo le proprie facoltà e modalità, lasciando spazio alla creatività di ciascuno e valorizzandone le idee, i pensieri, gli interventi, ecc...  

Mi ritengo molto soddisfatta dell'esito di questa sessione svolta con Giorgia Madonno e spero che rappresenti solo l'inizio di una lunga e proficua collaborazione. 

Questa esperienza ha rappresentato per i ragazzi una spinta motivazionale significativa per portare avanti le attività concernenti il percorso sulla gentilezza;  

 

Nei giorni successivi gli alunni hanno iniziato a lavorare sulla progettazione del video della canzone scritta e cantata da loro, nel quale hanno voluto inserire anche l'immagine del murales virtuale realizzato con Giorgia Madonno. 

 

Dott.ssa Madonno come è andata questa esperienza? 

Per me è stato un esperimento magnifico. Mi ha dato molta gioia lavorare con ragazzi cosi giovani, sentirli esprimere il proprio mondo in modo autentico e libero, farli confrontare su un tema  importante e delicato come "le emozioni". La contemplazione artistica e il processo di facilitazione connesso hanno il grande potere di far entrare velocemente le persone in connessione con se stessi e con gli altri, con gli adulti e i ragazzi più grandi ha sempre funzionato estremamente bene, ma riuscire ad applicare in modo efficace questo metodo con dei ragazzi adolescenti di una scuola secondaria non era così scontato. Sono felicissima che abbia funzionato bene anche con loro. Per me è stata veramente un'attività di "senso" e sociale di grande valore che spero si possa ripetere. Ringrazio molto la Prof.ssa Rea per avermi stimolata e ingaggiata in quest'avventura e per la sintonia che abbiamo trovato nel lavorare insieme. 

Prof.ssa Rea vuole aggiungere un commento finale? 

Vorrei ringraziare il dirigente scolastico che mi ha dato la possibilità di organizzare questo incontro con Giorgia Madonno, la prof.ssa Sabrina Salate Santone per il suo prezioso contributo e i miei colleghi, che con la loro partecipazione e collaborazione hanno reso possibile la realizzazione del progetto, in particolare la prof.ssa Chiara Mastromoro, docente di musica, che ha guidato i ragazzi nella scrittura e nella registrazione della canzone.

 

 

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