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L'arte della gentilezza

Conferenza InspiringPR 10 Luglio 2022 Venezia

· A4TC Italiano

Il 10 giugno 2022, Giorgia Madonno (fondatrice di ThroughArt by Marco Polo Consulting) è stata invitata da UniFerpi a tenere una testimonianza sul tema Arte e Gentilezza a Venezia nell'ambito dell'evento InspiringPR [clicca QUI ]. Riportiamo sotto il testo integrale del suo intervento.

oppure questa (Sospese apparenze)?

Dal mio punto di vista la seconda. La prima serie è cruda, aggressiva, il messaggio urlato, l'immagine quasi violenta la nostra emozione, ci disturba. La seconda serie affronta temi analoghi ma è più delicata, sospesa, leggera, sottintesa, indiretta.

Tra le polarità Aggressività (da un lato) e Arrendevolezza (dall'altro) c'è una possibilità: l'Assertività gentile e costruttiva.

Che cosa è successo tra la prima e la seconda serie di quadri?

... questo ...

... stavo passeggiando con un caro amico in montagna, dove ora vivo per scelta , in un paesino minuscolo a 1500 metri sulle Alpi in Valle d'Aosta (dopo ave vissuto 15 anni in metropoli asiatiche come Shanghai e Singapore). Presa dall'animosità della conversazione non ho guardato per terra. Il mio amico all'improvviso si è fermato e senza giudizio, esprimendolo come un fatto, mi ha detto "Li hai pestati tutti"... "Che cosa?" gli ho chiesto. "I fiori".

Mi sono sentita veramente una cittadina distratta e da lì ho incominciato a riflettere sul concetto di CURA, di RISPETTO, ATTENZIONE, DELICATEZZA... GENTILEZZA. Da qui è partita la ricerca che ha portato alla seconda serie di quadri.

Ora, perchè è rilevante parlare di di gentilezza? Perchè tutti ne parlano, inclusi noi a questa conferenza, al di là del fatto che ci piacciono le mode?

Sappiamo che gli artisti amano leggere e interpretare la contemporaneità, la società e esprimere la propria condizione individuale rendendola universale. Allora come artista e anche come persona di business (il mio secondo cappello e forma d'arte sono la consulenza in ambito di Change Management), ho rilevato che la società, le organizzazioni e gli individui si trovano sempre di più ad affrontare problemi COMPLESSi (non COMPLICATI) ... ovvero problemi che non hanno una risposta giusta o sbagliata, ma problemi per cui si può trovare la soluzione solo in modo co-creato, utilizzando l'intelligenza collettiva di tutti i portatori di interesse. Questo però si può fare solo se si sviluppa un approccio collaborativo, dialogico, se si usano doti relazionali, di empatia e ascolto. Doti che possiamo "classificare" sotto il termine di "gentilezza".

E quindi secondo voi.. siamo equipaggiati per questo? Io credo.. solo in parte.

La nostra società vive ancora prevalentemente basandosi sull'archetipo maschile e fa fatica ad integrare quello femminile in modo positivo.

Fino a febbraio 2022 a Firenze è stato possibile vedere una mostra stupenda di Jenny Seville. Una mostra diffusa che presentava a Palazzo vecchio l'opera Fulcrum dell'artista inglese. Nella sala dei 500 si vedevano sulle pareti e sui soffitti degli affreschi maestosi e bellissimi di guerre ed eroi valorosi, muscolari che applicavano, fieri, la legge del "Mors Tua, Vita Mea".

In centro alla sala, però, silenziosa e imponente si trovava anche l'opera di Jenni Seville. Donne nude, sofferenti, abbracciate le une alle altre in un tentativo di protezione reciproca, di supporto, di cura. Legate. Vulenerabili. In balia.....

Ho provato una sensazione potentissima, brividi... il contrasto cosi evidente di paradigma faceva venire la pelle d'oca.

Erano rappresentati l'archetipo femminile e quello maschile in modo esemplare. E c'era un problema... che al femminino, al materno a cui associamo i concetti di cura, empatia, protezione, associamo anche quello di VULNERABILITA' e questo ci fa paura...

... eppure come dice in un suo meraviglioso TED, Renè Brown, "è solo attraverso la vulnerabilità che veramente ci connettiamo con l'atro, con l'essere umano di fronte a noi, questo accade solo se ci togliamo la maschera e l'armatura e accettiamo di essere "Anime a nudo".

Del resto la nostra società è anche una società educata nel paradigma della logica, del razionale, dell'efficienza, dell'emisfero destro del cervello. Le organizzazioni sono come campi di guerra, la competizione è muscolare...

E che cosa ne facciamo allora del cervello destro? Se la natura ce ne ha fatto dono, servirà pure a qualcosa,no?

L'emisfero destro è quello che guida la creatività, l'intelligenza emotiva, la sensibilità, l'intuito... L'emisfero destro è quello che si attiva solo quando quello sinistro si disattiva, stufatosi di lentezza o di richiesta di perseveranza... il cervello destro è quello che entra in gioco quando abbiamo pazienza, seguiamo un passo lento, fatto di connessione con noi stessi e con gli altri... L'emisfero destro è proprio quello della GENTILEZZA.

Se allora è importante per noi integrare meglio gli archetipi femminile e maschile e cervello destro e sinistro, che cosa possiamo fare? Io credo che una risposta sia proprio "l'ARTE".

L'artista, qualsiasi sia la sua forma d'arte, oltre a usare tecnica e riflessione logica e concettuale e una buona dose di pragmatismo, sviluppa e agisce proprio nell'ambito di quella sfera di competenze alla base della gentilezza

Ci sono 3 livelli di approccio all'arte per sviluppare gentilezza e navigare la complessità del presente:

1. Fruire arte e usare l'arte come uno strumento di "sense making" per far "sentire" certi concetti non solo "capire" o di apprendimento in modo metaforico o ispirativo, ad esempio per allenare la propria sensibilità, intuizione, dialogo, ascolto, introspezione. Recentemente sono stata a questo proposito chiamata da una scuola media che stava facendo con dei ragazzi "difficili" un lavoro sulla gentilezza con l'arte e ho loro proposta una pratica che usiamo a ThroughArt e che ho creato nell'ambito della metodologia Art4Transformation&Creativity: la contemplazione artistica. Qui è possibile approfondire questa esperienza/metodologia.

2. Praticare arte e fare esperienza del processo estetico e artistico, vivendo e rielaborando esperienze applicabili in altri ambiti lavorativi. Io provengo professionalmente dal mondo del business, solo dopo vari anni ho trasformato la mia pratica artistica da "hobby/passione" a professione e quindi ho affrontato l'educazione e pratica artistica (pittorica) con una maggiore consapevolezza e vi posso dire che la quantità di cose che ho imparato dalla pratica artistica applicabili nella sfera provata e di business e interenti alla sfera della "gentilezza/empatia, ascolto, connessione etc... è impressionante. Sono evoluta non solo come artista ma anche come essere umano.

Scegliendo 3 cose importanti che la pratica artistica può aiutare a sviluppare 3 "aperture" che per chi conosce la Teoria U per la trasformazione sono fondamentali in un processo di cambiamento e di sviluppo individuale e collettivo

Chiunque dipinge o disegna vi dirà che all'inizio la parte più difficile non è imparare la tecnica del disegno ma imparare ad osservare. Perchè normalmente noi disegniamo il nostro "modello mentale", il simbolo che abbiamo in mente e che ci serve per comunicare un certo concetto. In questa fase utilizzamo l'emisfero sinistro del cervello che "semplifica" rendendo più efficiente il processo di pensiero e comunicativo. E' solo rallentando e focalizzando la nostra attenzione sui dettagli, le luci e le ombre che veramente osserviamo ciò che abbaimo davanti, la fatica e la lentezza fanno sì che il cervello sinistro si stufi e lasci spazio al cervello destro che è quella parte veramente capace di osservare. Allo stesso modo quando osserviamo la realtà velocemente, senza attenzione e senza mente aperta, la vediamo attarverso i nostri pre-giudizi, limitando la nostra capacità di vedere veramente ciò che abbiamo davanti.

Se andate a Firenze, fermatevi a guardare la statua del David. L'installazione odierna (che non è quella originale) ci propone di guardare la statua da un lato in cui il David appare fiero, concentrato, fiducioso di battere Golia. Se però ci spostiamo a guardiamo la statua in modo frontale, guardando il viso di David, vediamo un ragazzo teso, preoccupato, stressato e non così sicuro di potercela fare. L'artista ci fa sperimentare che se noi cambiamo prospettiva (e ci mettiamo nei panni dell'altra persona) possiamo empatizzare e sentire quello che sente lui/lei.

L'ultima "apertura" è quella del "fare". Praticare arte e vivere il processo creativo ci fa capire sulla nostra pelle che non bisogna avere paura dell'errore e paura di tentare qualcosa di nuovo, perchè questo è il solo modo di evolvere, perchè ogni "errore" è un'ispirazione per il lavoro successivo e a volte anche un'occasione di creatività. La curiosità e la passione che guidano l'artista fanno sì che trovi il coraggio di andare nell'incongnito e provare cose di cui non conosce l'esito.

3. Essere un artista, ovvero salire di livello di "coscienza" e sentirsi artisti in ambiti complessi che non sono tipicamente definiti come "arte"... ie. leadership gentile, collaborazione sociale, etc... Non è un caso che quest'anno a Documenta 15, il collettivo artistico indonesiano "ruangrupa" abbia definito arte (documentandolo) il processo collaborativo, estetico e dialogico degli artisti che si incontrano in uno spazio dedicato, indipendentemente dall'output generato. Qui è possibile ascoltare (in inglese) la conferenza stampa di Documenta15 dove viene spiegato molto bene il concetto proposto.

In sintesi perchè praticare l'arte e la gentilezza...

 

"La bellezza salverà il mondo" disse Dostoïevski ... e forse, aggiungo io, anche l'arte e la gentilezza possono dare una mano.

Oggi venendo a Venezia per la conferenza, sul treno ho incontrato un artista, musicista. Abbaimo parlato dei concetti che vi ho appena raccontato e lui mi ha detto che sente questa responsabilità, come artista, di attivare cambiamento sociale attraverso l'arte, ma che allo stesso tempo si sente molto "solo" e lasciato solo (non apprezzato dalla società).

Io allora gli detto.. se noi artisti siamo/ci sentiamo soli allora....ALLEIAMOCI.

E ora chiedo a voi, avete voglia di venire con noi in questo viaggio di trasformazione attraverso la pratica artistica e della gentilezza?

Se si, vi invito a fruire arte, praticare arte, dialogare sull'arte con noi e se volete anche a sentirvi artisti , tra Luglio e Settembre in Valle d'Aosta al Festival diffuso A(r)titude. Trovate qui il programma. Vi aspettiamo!

 

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